Domenica 18 Dicembre ho guidato un gruppo alla scoperta di uno scrigno preziosissimo di Milano: il Museo Poldi Pezzoli.
Un percorso complesso tra opere di ben quattro secoli di storia dell’arte, dal Quattrocento fino all’Ottocento. Per poi terminare nella Sala delle Armi realizzata da Arnaldo Pomodoro nel 2000.

Il viaggio inizia ai piedi di uno scalone Settecentesco, con una fontana neo-barocca dell’Ottocento, lì pronta ad accoglierci. Il file rouge di tutto il percorso si dipana e si districa tra due parole precise: Bellezza e Stupore. Ogni sala è specchi, oro, marmi, avori, arredamenti, vetri di murano, ceramiche. Ogni sala è pittura, scultura, storia.

Gian Giacomo Poldi Pezzoli nasce a Milano il 27 Luglio del 1822 e muore sempre a Milano il 6 Aprile del 1879. Fu uomo borghese, di ricchissima famiglia, animato da una passione estrema per la bellezza, che lo portò a collezionare opere di ogni forma d’arte. Fu inviato in esilio perché appoggiò i moti rivoluzionari italiani dell’epoca. Durante questi anni viaggiò per l’Europa e raccolse ancora più opere per la sua collezione, che fu inaugurata e aperta al pubblico il 25 Aprile del 1881. Uno scrigno di sorprese che Gian Giacomo donò alla sua città, e nel suo testamento si legge questa forte volontà di fare della sua casa un museo, della sua collezione un racconto prezioso di storia e di arte, della sua vita un esempio patriotico.
Lo stupore accompagna il visitatore che, con occhi spalancati e sospiri di meraviglia, si fa abbracciare da una casa ricca di verità antica e di cultura presente.
La Sala degli Stucchi, la Sala Visconti Venosta, la Sala degli Orologi, La Sala Nera, La Sala del Perugino.
Ma è uno il luogo che è realmente perno del Museo, il luogo in cui il tempo si ferma, il corpo è leggero e i pensieri si fanno anima: il Salone Dorato. Qui troviamo le opere di alcuni dei più grandi artisti del Rinascimento Italiano: Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Piero del Pollaiolo, Piero della Francesca.

E poi lui: Sandro Botticelli.
Incontriamo due sue opere sulla parete principale.

A Sinistra La Madonna col Bambino (detta Madonna Del Libro, 1482 – 1483). Bellissima e dolcissima, Maria. Sguardo sempre pensante, cosciente, un po’ triste.  Il piccolo Gesù la guarda. E quelle mani, il dettaglio più profondo: un dialogo di cenni, pelle, certezze e vita. La mano di Maria sembra ripetere il gesto benedicente del figlio, e allo stesso tempo, la mano del Figlio sembra correggere quello della Madre, come a dirle che sta leggendo una pagina sbagliata. Il Libro, infatti, è protagonista della scena quanto Maria e Gesù: rappresentato di scorcio, grandissimo, esso crea lo spazio e la prospettiva che guida lo sguardo dello spettatore. Fino a portarci oltre, verso quella finestra che apre ad un cielo azzurro terso e ad un paesaggio appena accennato. A sinistra, una libreria in legno. Una casa semplice, modesta, reale, quella di Maria. E sempre lì sulla sinistra una rigogliosa natura morta, i cui frutti hanno tutti un significato simbolico: le ciliegie alludono al sangue di Cristo, le prugne all’affetto della Madre e del Figlio, i fichi alla Salvezza o alla Resurrezione.

Ma è nell’opera a Destra che accade il miracolo: negli anni della morte di Lorenzo De’ Medici e delle prediche del Savonarola, Sandro Botticelli, da i più conosciuto come il pittore della bellezza ideale, del preziosismo e dell’eleganza, racconta il suo tormento spirituale, religioso e umano. Ecco qui infatti Il Compianto sul Cristo morto realizzato tra il 1499 e il 1500.
Non vi è paesaggio, solo un sepolcro nudo e freddo. Un buco di prospettiva nero, dove si staglia Giuseppe di Arimatea con in mano i simboli della Passione, come a dire “Perché, Dio, tutto questo?”. E poi, un corpo unico, tanti corpi in un corpo solo: Maria, in primo piano, in cui si concentra tutta la sofferenza, il dolore, la perdita di sensi; san Giovannino le tiene la testa; intorno, le pie donne; ai piedi del Cristo, una Maddalena dal volto sbilenco, storto, curva nella sua irreale posa e nel suo corpo smembrato, in una gobba possente. E poi il corpo di Cristo: non più bello e perfetto come era stato ritratto da Michelangelo nella sua Pietà Vaticana (1497 – 1499 ca.), ma un corpo molle, verdognolo, spento. Una delle pie donne in fondo si copre addirittura il volto. E il capo stesso di Cristo è storto, incassato, come quello di Maddalena.

C’è qualcosa di terribilmente misterioso, umano e tangibile in questo capolavoro. Vi è una luce mistica, viva, tagliente. I colori sono acidi e preludono già a quelle tonalità che saranno del Pontormo. Un quadro pre-manierista. Una rappresentazione senza punto di fuga, destrutturata, sbilenca, corpi uniti in una danza di dolore. Corpi in un corpo solo. Corpi morbidi, svenevoli, che cadono verso il basso.
Niente di etereo. Niente di Cielo. Solo terra fredda e buio dell’anima.

Il percorso continua, ma il centro è lì. In quella tela.
E la sala delle Armi di Arnaldo Pomodoro, ultima tappa della visita guidata, sembra raccontarci proprio questa verità: una contemporanea cattedrale gotica che raccoglie la collezione di armi di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.
Una cattedrale di polvere di rame, piombo e di archi a sesto acuto, ad accogliere la battaglia della vita, sacra e immensa. L’eroismo di essere umani.
Una cattedrale buia, ma intimamente splendente di luce e spirito.

Alla prossima! 🙂

Fede

 

Ringrazio Adele Gatti, Anna Rossi, Lorenza Olivieri, Laura Blasioli e Elena Vimercati per gli scatti realizzati!

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Museo Poldi Pezzoli. Scalone e Fontana neo-barocca.

 

Museo Poldi Pezzoli. Visione dall'alto dello Scalone Settecentesco.

Museo Poldi Pezzoli. Visione dall’alto dello Scalone Settecentesco.

 

Museo Poldi Pezzoli. Prima Sala dei Lombardi.

Museo Poldi Pezzoli. Prima Sala dei Lombardi.

 

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Museo Poldi Pezzoli. Prima Sala dei Lombardi.

 

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Museo Poldi Pezzoli. La Madonna col Bambino di Cesare Da Sesto.

 

 

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Museo Poldi Pezzoli. Io che racconto L’Andata al Calvario di Bernardino Luini.

 

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Museo Poldi Pezzoli. L’Andata al Calvario di Bernardino Luini.

 

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Museo Poldi Pezzoli. Io che racconto Il Riposo durante la fuga in Egitto di Andrea Solario.

 

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Museo Poldi Pezzoli. San Benedetto tentato nel deserto di Nicolò di Pietro.

 

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Museo Poldi Pezzoli. La Dama del Pollaiolo.

 

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Museo Poldi Pezzoli. La Madonna col Bambino di Sandro Botticelli.

 

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Museo Poldi Pezzoli. Io e Sandro Botticelli.

 

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Museo Poldi Pezzoli. Il Compianto sul Cristo Morto di Sandro Botticelli.

 

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Museo Poldi Pezzoli. Il Moretto Da Brescia.

 

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Museo Poldi Pezzoli. La Sala degli Orologi.

 

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Museo Poldi Pezzoli. La Fede in Dio di Lorenzo Bartolini.

 

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Museo Poldi Pezzoli. Le meravigliose vetrate dello Studiolo Dantesco.

 

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Museo Poldi Pezzoli. Io e le meravigliose vetrate dello Studiolo Dantesco.

 

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Museo Poldi Pezzoli. Io e il Tiepolo.

 

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Museo Poldi Pezzoli. La Sala delle Armi di Arnaldo Pomodoro.

 

Con parte del gruppo a pranzo al meraviglioso Bistrot La Corsia del Giardino in Via Manzoni, 16, Milano.

Con parte del gruppo a pranzo al meraviglioso Bistrot La Corsia del Giardino in Via Manzoni, 16, Milano.

 

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Con parte del gruppo a pranzo al meraviglioso Bistrot La Corsia del Giardino in Via Manzoni, 16, Milano.

 

Con parte del gruppo alla Galleria Vittorio Emanuele!

Con parte del gruppo alla Galleria Vittorio Emanuele!

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