“Alcuni dei suoi disegni erano effettivamente un’unione di ognuno di noi.
Il mio naso, la bocca di Lisa e forse anche gli occhi di Teri.”

-Violeta Sanchez-

Per parlare di Tony Viramontes (1960 – 1988), bisogna partire dal disegno. Anche quando fotografava, Tony Viramontes disegnava. 

Scatti, tratti, lunghezza delle linee, chiaroscuri decisi. I suoi nervi istintivi regnavano anche nel bianco e nero. I tondi, i vuoti e i pieni.  Linee concave e convesse. Come il Borromini in architettura, Tony Viramontes era barocco e estremo nel disegno. Le forze dei contrari si univano nella ricerca spasmodica della perfezione di una forma. Di un’idea precisa nella sua mente. E per realizzarla, quella idea, univa diverse perfezioni.
Le forme geometriche unite alla luce della sapienza.
I dettagli estremi della bellezza femminile.

Tony Viramontes poneva nella rappresentazione maschile la forza, la passione, la sensualità evidente e trascinante. Labbra carnose, lineamenti forti e triangolari. Corpi muscolosi e torniti. Statue greche nella modernità della Moda. Nella confusione e irriverenza degli anni Ottanta. Nel potere del suo sguardo attento e deciso, penetrante in ogni scatto. Le sue polaroid come schizzi di vita. Prove di ritratti.
Poi, la fotografia, diventa forma estrema, nel disegno dei lineamenti di una donna. Eccola qui, Violeta Sanchez, sua modella e musa.

T. Viramontes, Violeta Sanchez, Paris 1985.

Di profilo, il mistero si acuisce. Non si vede tutto, e tutto si immagina. Come una dea greca, le labbra sottili, il naso piccolo. L’orecchio che diventa forma perfetta, e ombra sulla sua stessa pelle.
Sul capo, un foulard a turbante. Elemento esotico e latino. Come lui, come lei.
Sotto, il seno perfetto e tondo, ripreso da una luce diretta, rimanda alle fotografie di Man Ray, a quel desiderio di sottolineare le forme geometriche del corpo vero. Fianchi, seno, spalle, tutto da analizzare e da amare con gli occhi del fotografo.
La luce crea la scoperta. Il buio sottolinea il mistero.
Un profilo perfetto, bellissimo, elegante e lontano. Il contrario dei suoi disegni. Così vivi, forti, intensi nei colori e nei tratti. Violenti nei primi piani, frontali. Sempre frontali. Qui no. Porta la donna in alto, come su un piedistallo.

Antichità, esotismo, eleganza. Leggera androginia.
Bianco e nero. Coperto e nudo. Pelle del corpo e pelle d’abito.
Contrasti di vita e timidezza. Contrasti di fotografia e disegno.

Un genio assoluto, Tony Viramontes. Uno sguardo intenso ma delicato sul soggetto.
Altamente artistico e colto, nell’iconografia greca ripresa.
Un uomo spinto verso il futuro, con le radici all’arte antica e potente.
La forza del disegno nelle sue mani, con la capacità, attraverso segni distinti, di rapire l’animo umano.
E la sua più intensa bellezza.

Scritto per MIFacciodiCultura – Artspecialday.com.

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