Uno Spleen Date pARTicolare, quello mio di oggi. 

Il dipinto di Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, 1480/1485 – Venezia, 27 agosto 1576), Amor Sacro e Amor Profano (1515 ca.), ritrae due donne che rappresentano due tipi d’amore: l’Amor Sacro, la donna ritratta senza abiti, e l’Amor Profano, la donna elegantemente vestita. Poiché la nudità rappresentava la purezza dell’anima, e il ricco abito l’attaccamento alla materialità.
Ciò, oggi, può sembrar strano. La nudità infatti, nella contemporaneità, è vissuta come elemento seducente e attraente, l’abito, invece, come elemento di castità e purezza.
Questo pensiero contemporaneo si ritrova già nei dipinti dei pittori simbolisti dell’Ottocento, come nell’opera di Vittorio Emanuele Bressanin, Modestia e Vanità del1899.

Qui, la donna sulla sinistra vestita di bianco rappresenta la purezza, la modestia; la donna nuda sulla destra invece, con i suoi capelli rossi da femme fatale, incarna la vanità e la sensualità femminile.
L’amor sacro e l’amor profano si sono così trasformati, nei secoli.

Eppure, nel dipinto di Tiziano, il nostro Cupido ci racconta una verità: solo mescolando le acque dei due amori, si avrà un amore completo. 

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Vittorio Emanuele Bressanin, Modestia e Vanità, 1899

Non esiste divisione, tra anima e corpo, tra carne e religione.

E così, la poesia di Rodenbach racconta un amore così forte da diventare sacro. Una metamorfosi dell’anima da carnale a spirituale.

E l’intreccio di storie e immagini, di parole e note  trova forma e soluzione nella famosissima Toccata e Fuga in Re minore di Johann Sebastian Bach, nato proprio oggi nel 1685.

L’arte si rincorre, le parole soffiano nel vento.

E la musica, risuona.

Dentro al tuo amore entro come in una chiesa
Vi aleggia un velo azzurro di silenzio e d’incenso
Non so se gli occhi miei s’ingannano, ma sento
Celesti visioni che il cuore mi angelizzano.

È te che amo oppure amo l’amore?
È la cattedrale o piuttosto la madonna?
Che importa! Se commosso il mio cuore s’abbandona
E vibra al rintocco sulla cima della torre!

Che importano gli altari e che importano le vergini,
Se là dentro, scesa la pace della sera, sento
Un po’ di te che all’organo dello jubè canta
Qualcosa di me che dentro ai ceri brucia.

Georges Rodenbach

Ispirato a un dialogo immaginario tra Georges Rodenbach (1855 – 1898) e Johann Sebastian Bach (Eisenach, 31 marzo 1685 – Lipsia, 28 luglio 1750, Toccata e Fuga in Re minore)

Scritto per MIFaccioDiCultura – Artspecialday.com

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