Il pARTicolare incontra il poeta Gianluca Purgatorio 

 Gianluca Purgatorio 

Parlami di te
Perché hai iniziato a scrivere? 

Ho insegnato lettere a Milano per due anni, ho ricordi bellissimi di Milano. È una città davvero interessante. Adesso non sto più insegnando. Ho lasciato la scuola quando ho ricevuto la proposta da Garzanti. In progetto c’erano due libri. Il primo è uscito: Amore e altri Bagordi Il secondo è stato rimandato attualmente, non so ancora nulla… Ho consegnato la mia bozza e sono in attesa di conoscere il mio destino e il destino della mia opera.
Quando ho iniziato a scrivere non lo so con precisione e nemmeno il motivo. Io penso che la scrittura come qualsiasi forma d’arte sia un modo di stare al mondo, di percepire la realtà. Poi ognuno ha il suo stile, il suo taglio, la forma d’arte che sceglie che sia pittura, musica, scrittura. È il modo in cui noi ci relazioniamo alle cose e alle realtà. Alla base di tutto deve esserci una certa dose di curiosità, di curiosità di indagare quella che è la nostra esistenza.
All’inizio scrivevo più in prosa. La poesia in realtà quasi la detestavo. Poi è arrivata nella mia espressione di me, ma ho iniziato come scrittore in prosa.
Ho iniziato a scrivere perché scrivere è un modo di vedere la realtà. Un modo di vivere. Qualcosa che ha a che fare con gli occhi diversi sul mondo. Scrivere, l’arte in generale, la creazione artistica in generale sono qualcosa che hanno a che fare con questo modo particolare di vedere il mondo, un po’ con il talento, tanto con la razionalità, il lavoro, il metodo. Credo che il talento sia più in questione di studio, applicazione, esercizio. Non mi piace pensare che sia una cosa instillata da una mano divina. Sarebbe troppo facile e alla portata di tutti. Il taglio che si dà alle cose deve essere esercitato quotidianamente. 

Quindi scrivere non ha a che fare solo con il talento… 

Scrivere e creare sono lavori di tecnica, di grande impegno. Scrivere è costanza. Io per primo me ne rendo conto, quando non scrivo per un po’, riprendere è più faticoso. L’arte è un’invenzione dell’uomo, che è nata nell’uomo. È qualcosa che tra gli esseri viventi è solo del genere umano. È ciò che ci contraddistingue dalle altre specie. L’Arte è nella nostra natura. Per creare si deve costruire, non è qualcosa di incostante e imprevedibile.

L’Arte è costruzione.

L’idea diffusa che l’arte sia qualcosa che viene da dentro… Ma l’arte in generale è anche tanto raziocinio, tecnica, applicazione. Quando si dice “genio e sregolatezza”, che è un po’ l’idea che si ha degli artisti… Non è proprio così. Chi scrive, chi crea ha una vita sregolata proprio perché nel suo lavoro ci mette impegno estremo, dedizione estrema, concentrazione e tecnica estreme. Non so perché ci sia tanto questa idea dell’artista come saltimbanco, come persona distante dal reale, come essere etereo e preso da ispirazioni lontane e poco concrete. 

 Gianluca Purgatorio 

Forse perché conviene così… In questo modo non si deve dare il peso che merita alla cultura 

Sì, assolutamente

Io ti ho conosciuto su Instagram. La tua scrittura mi ha rapita, lì. Non ho letto i tuoi libri cartacei, ma amo leggere tutto ciò che pubblichi su questo social network. Come è iniziata? 

Ho iniziato a scrivere su Instagram non per come fanno tanti giovani adesso, per avere followers, per essere famoso. Scrivevo per raccontare una storia, per dedicare i miei pensieri a una persona. Usavo tanto l’ironia, che è un grande motore secondo me. Poi, dopo, ho iniziato a pensare alla mia scrittura sui social come a un eventuale lavoro. In modo meticoloso, proprio sperando e volendo essere notato da una casa editrice. E poi è avvenuto così con Garzanti, con cui ho pubblicato il mio libro Amore e altri Bagordi.  

A proposito di formazione, di tecnica, parlami del tuo pensiero filosofico, e degli scrittori a cui ti ispiri maggiormente 

Scrittori soprattutto del postmodernismo come Wallace. E poi Leopardi. Leopardi che è stato uno scrittore ma prima di tutto filosofo. Sono un positivista. Sono un cinico, quasi nichilista.

Il nichilismo… che forse ha a che fare con l’assolutismo, no? L’Amore assoluto è una cosa, e proprio perché assoluto tutto il resto è niente 

Sì, ho questa idea 

Parlami della tua idea di Amore 
Ho notato quanto nella tua scrittura sia presente la fisicità, la concretezza. Sei tanto diretto, sia nello stile che nel contenuto. Sei concreto, sensuale, fisico, in ciò che racconti 

L’Amore è un’altra invenzione degli esseri umani che come l’arte può essere un’ottima distrazione. 

 Gianluca Purgatorio 

Tu riesci a vivere così l’Amore? Sei riuscito a vivere così l’Amore, in modo più distaccato?  

Quando l’ho vissuto no. Dopo, ho costruito questa mia elaborazione, questa mia idea. Dopo non ho più avuto la possibilità di vivere un Amore così… Magari degli innamoramenti più passeggeri. Li ho anche cercati per quella capacità distrattiva. Negli ultimi tempi non mi interessa più. Una volta che rompi il Velo di Maya, lo squarci, è difficile ritornare all’origine della primitività. La mia scrittura è legata al mio pensiero. Noi siamo per prima cosa corpo. Io la penso così, in modo medico, scientifico, positivista. Ho una idea di Amore tanto legata al corpo, perché vedo l’essere umano e la vita con occhio scientifico e medico, sarà che mia sorella è medico. Siamo prima di tutto corpi. Ho un’idea di Amore che ha a che fare tanto con la distrazione.
L’Amore quello vero è raro. Una volta che capita, che lo vivi, se finisce… Il resto diventa quasi una distrazione, una distrazione dalla vita effimera. Da qui Amore e altri Bagordi… L’Amore è più in alto di ciò che fa parte della vita, di tutto il resto, ma è congiunto ad essi, non è distante. Fa parte di tutto il resto, è parte di tutto il resto. 

In base a ciò che mi racconti, mi viene in mente una canzone di Morgan, “Amore Assurdo”, il testo dice: 

“Assurdo cosa accadde
Una volta uscito da quella stanza
Trasformazione radicale
Di tutto il mio universo
Il cuore in pezzi separati (…)

Provar piacere carnale
Ma dopo un tale amore
Non possono più amare”

Dopo un tale Amore, non sembra sia più possibile Amare…  

Sì, chiaro. È qualcosa di emotivo e sentimentale, ma anche scientifico, se ci pensi. Quando il corpo si abitua a un certo tipo di emozioni forti, e se quelle finiscono, tutto il resto sembra niente. Come anche una droga, se ne provi una fortissima, quelle leggere non ti fanno più effetto. L’Amore vero è diverso dalle distrazioni. E ti dico che in realtà adesso non sono neanche nel periodo in cui sono più interessato all’innamoramento come distrazione. 

 Gianluca Purgatorio

Solo Quattro Mura è stata la mia opera prima… Ho scritto della mia paura di morire, una paura che si è affrontata e ho affrontato poi nei libri successivi

Periodo Refrattario … Vedi anche qui, Periodo Refrattario è un termine medico che descrive un momento preciso dopo l’orgasmo. E in realtà nel libro parlo della fine di una storia d’Amore, di cosa implica questo momento di pausa, di basso e di assenza

Cento Orgasmi lontano da te è una raccolta di poesie, auto pubblicata con Amazon, come un regalo per tutti coloro che mi leggono sui social

Amore e altri bagordi Sempre una raccolta di poesie… La mia prima opera con Garzati. Racconto l’Amore e il resto delle effimerità della vita. Li metto nello stesso piano con la congiunzione “e”, ma l’Amore viene prima, quindi sottolineo che così, ha più valore, di tutto il resto. Qui c’è la narrazione anche di una figura femminile, una donna quasi eterea, inafferrabile, irraggiungibile. Ci sono dei momenti in cui c’è un equilibrio, che è la parte centrale in cui l’Amore viene vissuto. Ma c’è ancora un andar via, un disgregarsi, nuovamente. Una donna che ti salva, ma poi ti uccide…

Un po’ come nel simbolismo, la dicotomia Donna Angelicata e Donna Fatale… 

Sì, un po’ come quell’ideale che però in qualche modo qui viene superato.

Quale è il significato di questo titolo? 

 Gianluca Purgatorio, Amore e altri Bagordi, 2019, Editore Garzanti  

È tratto da un componimento… Non ricordo quale perché non ricordo nulla di quello che scrivo… Difficilmente scrivo da lucido.
C’è la voglia di avvicinare l’Amore insieme ai Bagordi, per non renderlo divino. Ma più umano. Come possono essere altre distrazioni.
Non a forza l’Amore deve essere più etico, più virtuoso… Almeno, non tutti i tipi di Amore. 

Tu sei di Matera. Cosa mi dici di questa città che io amo tantissimo?  

Gianluca Purgatorio, sullo sfondo la splendida città di Matera 

Ahia, chiedi alla persona sbagliata. Non penso che non sarei neanche capace di farti da guida turistica qui. Il mio mondo è la mia casa, sono uno schivo. Non sono così attaccato alla mia terra. Onestamente Matera non mi ha dato niente. La cultura qui è complessa, si riesce a emergere solo essendo servili, cosa che non sarò mai. Quando alle mie presentazioni è arrivato qualche materano mi sono stupito, in positivo. Mi piacerebbe più apertura verso la cultura.

Quanti anni hai e di che segno sei?  

34 anni e ovviamente ti ho citato Leopardi… Sono del segno del Cancro

Ah ecco, adesso è tutto chiaro. Se te lo avessi chiesto all’inizio avrei anche potuto evitare di farti così tante domande!
E adesso cosa fai, Gianluca? Vuoi darci una anticipazione sulla storia del tuo prossimo libro? 

Adesso attendo l’uscita del mio libro con Garzanti. Si è tutto un po’ fermato causa Covid… È tutto sospeso, quindi sono in attesa di questa mia pubblicazione. Di questo libro posso aggiungere che la storia d’amore sarà un contorno e che ci sarà concentrata tutta la mia idea sulla vita. Tutte le convinzioni a cui sono giunto finora. Due protagonisti, un uomo e una donna e due storie parallele che forse non si incontreranno mai per davvero. 

È in attesa lui, e anche io.

Conoscere Gianluca è stata una sferzata di vita, di profondità, di concretezza. Semplicità e complessità insieme. Pensiero e ordine. Disordine e contrasti.

Andrò a leggere i suoi libri cartacei… Oltre il social e oltre Instagram.

E cercherò ancora di più di comprendere e capire l’anima di un corpo di movimento, in introspezione e in costruzione, come il suo.

Come il nostro, di esseri umani.

Nati per creare Arte, e per sorprenderci sempre di più della realtà e del nostro essere.

Scritto per MIFaccioDiCultura  – Artspecialday.com

Federica Maria Marrella

Classe 1986. PhD in Comunicazione e Nuove Tecnologie. Il mio lavoro di ricerca si concentra sull’Iconografia Femminile nella Fotografia di Moda Contemporanea. Storica dell’Arte, Educatrice Museale. Docente di Storia dell’Arte. Scrittrice. Curiosa osservatrice. Amante della Poesia e della Musica. Costruttrice attenta e costante di Piccoli Sogni.

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